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| Antoni Tāpies |
12 dicembre 2009 - 14 marzo 2010
Antoni Tàpies nasce a Barcellona nel 1923. È tra i fondatori della rivista e del gruppo "Dau al Set" (La settima faccia del dado), di impronta neo-dadaista. Nel 1950 tiene la prima personale alla Galeria Layetanas di Barcellona e compie il primo viaggio a Parigi, dove incontra Pablo Picasso. Nei primi anni cinquanta la pittura di Tàpies si volge verso l'art autre. Si susseguono mostre importanti: nel 1952 partecipa alla Biennale di Venezia, dove espone più volte negli anni, e nel 1993 ottiene il premio per la pittura. Tra la fine degli anni cinquanta e sessanta si colloca una lunga serie di importanti mostre. Nel 1959 Tàpies partecipa per la prima volta a Documenta di Kassel, mentre l'anno successivo presenta le sue opere al Museu de Arte di Bilbao. Nel 1962 espone al Kestner Gesellschaft di Hannover, al Guggenheim di New York e al Kunsthaus di Zurigo. Nel 1964 è ancora a Kassel, nel 1965 a Londra, all'Insitute of Contemporary Arts, nel 1967 a San Gallo, al Kunstmuseum, nel 1968 a Vienna, al Museum des XX Jahrhunderts, ad Amburgo e Colonia, al Kunstverein. Nel 1973 Parigi gli rende omaggio con una retrospettiva al Musée d'Art Moderne. Nel 1977 espone all'Albright-Knox Art Gallery di Buffalo. Nel 1980 è la volta del Museo Español de Arte Contemporanea di Madrid e dello Stedelijk Museum di Amsterdam. Nel 1981 Tàpies riceve altri premi e onorificenze: la medaglia d'oro per le Belle Arti da re Juan Carlos I e la laurea honoris causa del Royal College of Art di Londra.
Nel 1984 inizia a lavorare al progetto della Fundació Antoni Tàpies di Barcellona che viene inaugurata nel 1990. Nel 1985 è il Guggenheim di New York a dedicargli una retrospettiva a cui segue nel 2004 l'ampio omaggio del MACBA di Barcellona. Nel 2009 Tàpies viene accolto con una personale dalla Dia:Beacon di New York (16 maggio-19 ottobre). Tra le recenti mostre pubbliche in Italia vanno segnalate la retrospettiva al Museo Pecci di Prato nel 1997 e quella del 2005 al Museo di Lissone.
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| Dennis Oppenheim |
31 luglio – 3 novembre 2009
Dennis Oppenheim (Electric City, 1938), sin dagli anni sessanta ha contribuito in maniera determinante a modificare i linguaggi dell’arte contemporanea. Ha vissuto insieme a Robert Smithson, Michael Heizer, Vito Acconci e Robert Morris le fondamentali esperienze dell’arte ambientale, della Land Art e della Body Art. Si è imposto per una poetica autonoma e del tutto personale dove le forme transitano da una situazione all’altra, da un materiale all’altro in una metamorfosi continua in grado di mettere in discussione le regole costituite dell’arte, dell’architettura e del design. Il suo universo appare instabile nella continua acquisizione di una rinnovata dimensione formale. La sua prima mostra personale risale al 1968 ed è stata organizzata dalla John Gibson Gallery di New York. Da allora si sono svolte mostre nei principali musei e fondazioni del mondo tra cui la Tate Gallery di Londra lo Stedelijk Museum di Amsterdam; il Whitney Museum of American Art e il Museum of Modern Art di New York; il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris.
Sono state molte le commissioni pubbliche e tra queste è sufficiente ricordare quelle del Ballerup Kommune di Copenhagen; della Neue Nationalgalerie di Berlino, del Whitney Museum of American Art di New York e dell’Olympic Park nella Corea del Sud.
In Italia la sua ultima mostra pubblica risale al 1997 nella zona industriale di Marghera.
Nel 2007 ha preso parte alla Vancouver Sculpture Biennale.
Il 28 giugno 2009 si è conclusa una sua ampia personale al Marta Herford Museum di Herford in Germania.
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| Alex Katz |
Alex Katz Reflections
5 aprile-27 settembre 2009 (prorogata al 18 ottobre 2009)
Alex Katz nasce a New York nel 1927 dove compie i suoi studi di pittura. Dopo la sua prima personale del 1954 alla Roko Gallery di New York, comincia a dedicarsi alla pittura, disegno e collages per arrivare nel 1957 al ritratto e nel 1962 ai dipinti di grandi dimensioni. Nel 1971 la sua prima retrospettiva ha luogo presso lo Utah Museum of Fine Art. In seguito espone regolarmente in diverse gallerie e nei maggiori musei americani. Nel 1986 il Whitney Museum of American Art gli dedica una grande retrospettiva itinerante e nel 1997 il museo PS1 di New York organizza la mostra Alex Katz Under the Stars: American Landscapes 1951-1995. Dal 1996 il Colby College Museum of Art di Waterville nel Maine riserva un’ala del museo a 400 collages, stampe e dipinti su tela donati dallo stesso Katz che nel 2005 danno vita alla mostra Alex Katz Collages. Nel 2006 è la volta di Alex Katz Paints Ada 1957-2005, una personale al The Jewish Museum di New York dedicata alla moglie Ada, musa ispiratrice di molte sue opere. Solo nel 1995 l’artista ha il suo primo riconoscimento ufficiale in Europa con la grande mostra organizzata dal museo di Baden-Baden in Germania a cui fa seguito, l’anno dopo, la retrospettiva al museo IVAM di Valencia. Nel gennaio del 1998 la Saatchi Gallery di Londra presenta una sua mostra personale.
Nel 2002 la Kunsthalle di Bonn gli ha dedicato un’ampia retrospettiva e la Kunsthalle di Amburgo ha presentato i suoi Cutouts, le sculture ritagliate su alluminio. Nel 2007, poi, l’Irish Museum of Modern Art di Dublino propone la sua personale New York.
Nel 1999 la Galleria Civica di Trento gli ha dedicato la prima grande personale in uno spazio pubblico italiano e nell’estate del 2003 la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia ha presentato la mostra Portraits, una selezione di ritratti dal 1959 ad oggi. Le sue opere sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei americani, tra i quali il MoMa, il Metropolitan, il Whitney di New York il Los Angeles County Museum of Art di Los Angeles e in alcuni musei europei, tra cui la Tate Gallery di Londra e il Museo di Francoforte.
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| Perino & Vele |
Perino & Vele
Sottovuoto
21 dicembre 2008 - 20 maggio 2009
Emiliano Perino, nato a New York nel 1973 e Luca Vele, nato a Rotondi (Avellino) nel 1975, lavorano insieme dal 1994. Si sono imposti all’attenzione del pubblico e del collezionismo internazionale in occasione della Biennale di Venezia del 1999, curata da Harald Szeemann. Hanno esposto in diverse sedi tra cui si ricordano: China National Academy of Painting di Shanghai, Birmingham Museum, Mole Vanvitelliana di Ancona, Museion di Bolzano, Pan di Napoli, Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, Palazzo Bricherasio di Torino, Palazzo Massari di Ferrara, Palazzo delle Papesse di Siena, Museo Pecci di Prato, ARCOS di Benevento. Nel 2008 hanno partecipato alla Quadriennale di Roma. Le loro opere sono entrate a far parte d’importanti collezioni pubbliche e private come quella del Mart di Trento e Rovereto, la Collezione della Farnesina, Gam di Torino, MAMbo di Bologna, la Collezione La Gaia di Busca (Cuneo) e Unicredit. Sono state realizzate installazioni permanenti per La Certosa di San Lorenzo a Padula e San Casciano in Val di Pesa.
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| Mimmo Rotella |
Mimmo Rotella. Lamiere
30 marzo-30 gennaio 2009
L’inaugurazione del MARCA, il Museo delle Arti Catanzaro, coincide con un omaggio al più celebre degli artisti catanzaresi, Mimmo Rotella scomparso nel 2006 all’età di 88 anni. Per la prima volta, in uno spazio pubblico italiano, viene presentata una mostra esclusivamente dedicata alle opere su lamiera. L’esposizione, curata da Alberto Fiz, organizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella, propone una serie di grandi opere realizzate tra il 1980 e il 2004.
Il maestro del décollage, attraverso questa serie di lavori, ha avuto la capacità di rinnovare radicalmente il suo linguaggio.
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| Archeologia del Presente |
Archeologia del presente
Paola De Pietri, Flavio Favelli, Davide Rivalta
a cura di Sergio Risaliti
30 marzo-28 settembre 2008
Con Archeologia del presente si è voluto creare un dialogo e un corto circuito tra l’arte attuale, la sensibilità presente e la ricerca di oggi, con quanto di permanente e storicamente consolidato si trova esposto nel museo stesso. I progetti di Paola De Pietri, Flavio Favelli, Davide Rivalta sono tutti interventi site specific: ovvero opere pensate, progettate ed eseguite sul posto, per questo contesto.
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