Una delle discipline sportive preferite degli europei, e in ultima istanza degli italiani, è senza dubbio il tennis. Non stupisce, quindi, che l’Europa sia ricca di splendidi musei dedicati a questa disciplina, il più famoso dei quali è il Wimbledon Lawn Tennis Museum.
Ma anche noi, in Italia, ne abbiamo uno che vanta la collezione più ampia di racchette di qualsiasi altro museo in Europa.
Vediamo quindi quali sono i musei del tennis più famosi d’Europa.
Italia: unica senza un Museo Nazionale del Tennis
A differenza della Francia e del Regno Unito, l’Italia non dispone di un museo nazionale interamente dedicato al tennis. Un progetto in tal senso era stato ipotizzato presso il Tennis Club Ambrosiano di Milano, ma non ha mai visto la luce.
Questo vuoto istituzionale non significa, però, l’assenza di memoria sportiva. Il Paese è infatti ricco di musei dedicati allo sport in senso più ampio, che permettono di ripercorrere le discipline che hanno segnato la storia italiana.
All’interno di questo scenario, l’Italia vanta però un’eccellenza unica in Europa.
Il museo delle racchette (M.O.R.)
In un cascinale completamente ristrutturato a Baldissero d’Alba, a neanche 40 km da Torino, si trova il Museo della Racchetta (da qui in poi M.O.R.).
Aperto il 7 settembre 2017, è il frutto dell’idea di Paolo Bertolino, un incordatore di racchette, che, osservando una fotografia di Borg in ginocchio a Wimbledon subito dopo la vittoria contro Connors, con la racchetta sospesa a mezz’aria accanto a lui, realizzò una cosa: quella non era più un semplice strumento, bensì il mezzo che veicolava la storia di quella finale.
All’apertura, il M.O.R contava circa 700 racchette. Grazie soprattutto alle donazioni che sono arrivate da tutto il mondo. Oggi la collezione supera i 1.400 esemplari, rendendola la più grande collezione visitabile d’Europa. I visitatori possono seguire l’evoluzione tecnica della racchetta dalla fine dell’Ottocento, passando da telai in legno e forme irregolari, come trapezi e quadrati, fino ai materiali compositi moderni.
Poiché il museo è itinerante, è difficile stimare quanti visitatori streghi ogni anno con le sue racchette.
Perciò, se volete vedere le racchette che hanno fatto la storia, tra cui quella di Federer, non esitate a prenotare. Un solo avvertimento: tutte le racchette presenti sono di tennisti ritirati, non aspettatevi perciò di vedere strumenti appartenuti a Sinner o Alcaraz. L’unica eccezione alla regola è il serbo più famoso del tennis: Novak Djokovic.
Wimbledon Lawn Tennis Museum
Il Wimbledon Lawn Tennis Museum, situato all’interno dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, è il museo del tennis più famoso al mondo. Nella sua versione moderna è stato inaugurato nel 2006, anche se le collezioni storiche del club risalgono a molto prima.
All’interno si trovano trofei originali, racchette d’epoca, abbigliamento storico e una vasta documentazione che racconta l’evoluzione del tennis dalle origini vittoriane fino all’era Open. Tra le attrazioni più apprezzate c’è il Centre Court in realtà immersiva, che permette di rivivere alcune delle finali più iconiche.
Il museo registra oltre 200.000 visitatori l’anno, con picchi durante il torneo estivo. Il percorso è progettato per essere chiaro e lineare, pensato per un pubblico che vuole accedere rapidamente alle informazioni, senza passaggi superflui. Un approccio che ricorda quello che gli utenti digitali cercano quando scelgono piattaforme affidabili, come i siti di scommesse con prelievo immediato, dove la rapidità nel rientrare in possesso del proprio denaro è un elemento centrale dell’esperienza.
Musée du Tennis – Tenniseum (Roland-Garros)
All’interno del complesso del Roland Garros, a Parigi, si trova il Tenniseum, il museo ufficiale del tennis francese. Aperto nel 2003, il museo è stato concepito come uno spazio narrativo più che celebrativo, con un forte taglio storico e didattico.
Il percorso espositivo è strutturato in ordine cronologico e tematico. Le prime sale sono dedicate alle origini del tennis moderno e all’affermazione del gioco in Francia tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, con particolare attenzione alla figura di Suzanne Lenglen, considerata una delle prime icone internazionali del tennis femminile. Seguono sezioni dedicate all’evoluzione tecnica delle racchette, delle palline e delle superfici di gioco, con un confronto diretto tra l’erba, il cemento e la terra rossa.
Una parte rilevante della collezione è dedicata alla storia del Roland Garros come torneo, con trofei originali, fotografie d’archivio, manifesti storici e filmati ufficiali delle finali più importanti. Ampio spazio è dedicato ai grandi protagonisti dell’era Open, in particolare ai giocatori che hanno segnato il torneo parigino, come Björn Borg, Chris Evert e Rafael Nadal, detentore del maggior numero di titoli vinti sulla terra battuta di Parigi.
Il Tenniseum accoglie mediamente circa 300.000 visitatori l’anno, beneficiando della posizione all’interno di uno dei complessi sportivi più visitati di Francia. La visita è pensata per essere compatta ma informativamente completa, con pannelli esplicativi chiari e contenuti verificabili, caratteristiche apprezzate da un pubblico che ricerca esperienze ben organizzate, senza tempi morti o passaggi superflui
Perché i musei del tennis restano rilevanti
I musei dedicati al tennis continuano ad attirare pubblico perché offrono un equilibrio raro tra approfondimento e accessibilità . Offrono moltissimi percorsi che permettono al visitatore di dare tagli pù o meno tecnici alla visita, incentrandola sulla storia dello sport, sull’evoluzione dell’attrezzatura oppure sui suoi campioni preferiti.
In un’epoca in cui anche le piattaforme online vengono valutate in base a chiarezza, velocità e controllo, questi musei dimostrano che l’organizzazione efficiente dell’esperienza è parte integrante del valore culturale. Ed è forse proprio questa capacità di restituire subito ciò che conta a spiegare perché, anno dopo anno, la storia del tennis continui ad avere un pubblico così ampio e trasversale.
